Questo è il blog di supporto didattico e discussione del corso su Web 2.0 e Media Partecipativi tenuto da Alberto D’Ottavi (blog, professional bio) e da Luca Deriu per la parte di Laboratorio. Nell’a.a. 2007/2008 è stato un modulo di Metodologia Progettuale (I, II e III). Dall’a.a. 2008/2009 diventa modulo di Tecniche dei Nuovi Media Integrati, insegnamento del primo anno. Si svolge nell’ambito della Scuola di Media Design e Arti Multimediali di Naba – Nuova Accademia di Belle Arti, Milano.
Il corso illustra peculiarità, sviluppi e potenzialità dell’incrocio tra Media e Internet. Si analizzano i principali “fenomeni” del Web 2.0 nei diversi ambiti creativi, per capire le caratteristiche dei “Net Media” di successo, i loro format e le relative dinamiche partecipative, con l’obiettivo di fornire allo studente, in quanto autore-producer, la padronanza dei mezzi digitali su cui sempre di più si verificano creazione e fruizione dei media. Il “manifesto” del corso (e di questo blog) si trova a questa pagina.
Alberto D’Ottavi ha anche portato NABA Media Design a partecipare al Nokia University Program. Nel 2008, quindi, questo corso ha avuto un’estensione sui temi della Mobile Internet e dei “Media per il Quarto Schermo”, tramite lo sviluppo di un progetto che ha partecipato al concorso, conquistando il terzo posto. Altre informazioni si trovano in questo post.
Di seguito alcuni degli argomenti trattati nel corso:
- Basi di Internet, Web e motori di ricerca
- Dinamiche di partecipazione e differenze tra il Web attuale (detto “2.0″) e quello precedente
- Evoluzione del testo: i blog
- Impianto teorico ed elementi costitutivi
- Analisi di diversi ambienti (Splinder.com, Blogger, WordPress)
- Microblogging (Tumblr, Twitter, FriendFeed, …)
- Immagini e fotografia (Flickr, Deviant Art, JPGmag, iStockPhoto, …)
- Musica e audio (Last.fm, MySpace, podcasting, …)
- Video
- Verso l’intelligenza collettiva
Quale parte integrante del corso agli studenti viene chiesto di sviluppare un proprio blog da usarsi quale “professional portfolio”, oltre a qualsiasi altra forma partecipativa di loro preferenza.


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