Lunedì 18 maggio, presso l’Aula Magna dello IED, ho avuto modo di partecipare alla conferenza “L’animazione Giapponese”, tenuta dal Professor Takamasa Sakurai, docente e preside di Facoltà alla Digital Hollywood University di Tokyo. Ospite per l’occasione, il Console Generale del Giappone a Milano, Dott. Azuma Hiroshi, che ha introdotto l’evento parlando dell'”Anno del Giappone a Milano” promosso insieme al Comune di Milano, facendo una panoramica delle attività svolte fino ad ora e le prossime nei mesi a venire, finalizzate ad un sempre migliore scambio culturale fra Giappone e Italia.

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E’ stato un evento molto interessante, data l’importanza di un esperto del settore dell’animazione giapponese come Takamasa Sakurai. Un viaggio molto divertente all’interno del mondo degli anime, affrontato con vivacità e partecipazione da parte di un pubblico molto interessato all’argomento.

Si è cominciato con un’analisi di mercato, con conferma del dato che l’Italia resta uno dei Paesi maggiormente fruitori di anime e manga, insieme a Francia, Spagna e Germania per quanto riguarda l’Europa. In aumento l’interesse anche negli Stati Uniti, Paese tradizionalmente più chiuso alle produzioni straniere. Si parla di dati legati anche al settore della vendita di dvd e fumetti e non solo alla trasmissione televisiva, la quale anche in Italia ha subito un forte ridimensionamento rispetto gli anni ’80 e ’90. Oltre alla diffusione dei contenuti, in costante aumento anche il numero degli eventi organizzati da tutti i fan delle serie che raggiungono in alcuni casi partecipazioni che contano alcune migliaia di persone. In particolare va segnalato il successo del cosplay. Questo sito per darvi un’idea della dimensione del fenomeno: Cosplay.com.

Per quanto riguarda le serie di maggior successo a livello internazionale, allo stato attuale nel panorama televisivo la classifica è la seguente: One Piece, Inuyasha, Naruto, Bleach e Full Metal Alchemist (ho linkato i primi risultati di ricerca di Google di siti italiani, -esclusa Wikipedia-). Nel settore cinematografico invece il maggior successo va attribuito ad Akira e Ghost in The Shell.

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Dopo alcuni divertenti scambi di battute fra Takamasa Sakurai e i ragazzi del pubblico su quali fossero i personaggi o le serie preferite, si è arrivati alla domanda fondamentale: Perchè il sostegno agli anime da parte dei giovani di tutto il mondo?. Sono stati concessi 5 minuti di pausa per riflettere sulle risposte da dare, ma a giudicare dal vociferare concitato scatenatosi in aula sarebbero bastati 5 secondi. Da una prima risposta di un ragazzo che ha esclamato “Per la bellezza delle protagoniste!” (ok, era una battuta, ma non si può comunque dargli torto!), si è passati a varie risposte che concordavano tutte su quella che poi è stata la riflessione conclusiva di Sakurai (cerco di riassumere al meglio): certamente è importantissimo il fatto che gli anime non hanno età. O, meglio, sono fruibili a tutte le età per il modo in cui vengono trattati i contenuti (e qui entra in gioco una fondamentale differenza culturale tra Giappone e altri Paesi del mondo, ovvero che l’animazione, i cartoni animati, non è considerata un prodotto unicamente per bambini, ma ha la stessa rilevanza di tutte le forme audiovisive rivolte ad ogni età). Quindi la molteplicità di letture e fruizioni possibili da parte di pubblici di generazioni diverse. Inoltre (e strettamente connesso a quanto detto sopra) va sottolineato il lavoro di sviluppo dei personaggi che viene fatto con estrema cura, tale da definirli psicologicamente così bene da far sì che sia inevitabile l’immedesimazione da parte degli spettatori. Questa resa porta a provare quello che col tempo diventa vero e proprio affetto nei confronti dei protagonisti, anche perchè le loro avventure fanno riferimento all’immaginario giovanile e i protagonisti hanno sempre dei problemi personali, dei conflitti interiori, coi quali devono confrontarsi durante le loro storie e affrontarli per poterli superare. Inoltre c’è un approccio molto sincero alle cose, ad esempio nei confini fra i “buoni” e i “cattivi”, che non sono mai netti, ma anzi si sottolineano molto le sfumature che ci sono in ogni tipo di personalità. Tutto riporta a una dimensione del quotidiano simile alla vita reale, quindi molto vicina a noi stessi, ulteriore motivo di immedesimazione nei personaggi e nei loro conflitti, al di là di quale sia il loro mondo narrativo (lo spazio, un paesino di montagna o una grande metropoli).

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Questa analisi aiuta a capire il successo degli anime in tutto il mondo e non solo in Giappone. E’ importante anche a fronte del fatto che i cartoni giapponesi (lo stesso vale per i manga) portano con sè, sia nell’estetica che nei contenuti, i tratti fondamentali della cultura del Giappone. E nonostante ciò riescono a catturare e appassionare milioni di giovani (e adulti) in tutto il mondo, in culture nettamente differenti. Ciò significa che le risposte date sopra sono veramente convincenti a fronte di questi dati. Va sottolineato che in Giappone vengono prodotte serie in due modi differenti per quanto riguarda lo sviluppo narrativo dei contenuti: 1) a forte carattere giapponese, 2) a carattere più internazionale. Resta comunque evidente come anche le opere a carattere internazionale portino sempre con sè delle caratteristiche culturali indistinguibili, cosa che (a mio modesto parere) da’ ulteriore valore alla loro qualità (di concept prima, e sviluppo poi) e rende ancor più interessante la loro diffusione.

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La conferenza è proseguita poi con una panoramica generale sul sistema di produzione di una animazione, dal concept alle varie fasi di lavorazione. Interessanti i dati sulla produzione di una puntata della durata di 20 minuti: occorre un team di circa 300 persone per un costo medio di 66 mila euro. Data la domanda sempre crescente di nuove produzioni, per abbattere i costi anche il Giappone ha allacciato collaborazioni con studi in sede in Cina, Korea, Thailandia… per le fasi di lavorazione intermedie. Questo perchè se da un lato gli anime da sempre hanno sfruttato le innovazioni tecnologiche, dai primi computer alla più recente CG (computer graphics), dall’altro resta imprescindibile la caratteristica del disegno a mano delle animazioni. Motivo per cui le fasi più importanti della lavorazione continuano ad essere fatte in casa nipponica e la precedenza viene data a questa qualità piuttosto che all’abbassamento dei costi (per fortuna, direi!).

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E proprio sulla CG si è spesa l’ultima parte della conferenza, con l’analisi delle sue potenzialità, di come dia l’opportunità a tutti di esprimersi con pochi mezzi e potersi facilmente gettare sul mercato per farsi notare. Dopo aver mostrato il proprio “Fairlife“, ha mostrato un paio di altri lavori in CG per dimostrare cosa si può riuscire a fare anche da soli. Guardate questo: “La voce delle stelle“, di Shinkai Makoto. Sì, ha fatto davvero tutto da solo. Ok, questo è possibile solo per un giapponese (!!!) ma il messaggio è chiaro: anche in piccoli team, con mezzi ridotti (un computer, carta e matita) e tanta buona volontà, si può riuscire a fare davvero di tutto. Volontà, a mio avviso, è la parola chiave.

A chi, infine, chiedeva quale futuro e quali opportunità per tutti quegli italiani che amano questo mondo e non vorrebbero esserne sempre e solo spettatori, la risposta più o meno indiretta è stata di dare appunto un’occhiata ai lavori di cui sopra e tentare di farsi notare seguendo quella direzione.

Per concludere, Sakurai ha preso il suo cellulare e lo ha avvicinato al microfono, annunciando una sorpresa per tutti. E la voce registrata del doppiatore originale del Detective Conan ha salutato tutti i presenti (in giapponese) e invitato la platea a posare per una foto di gruppo. Un divertente saluto per quella che è stata una conferenza davvero brillante.

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Accidenti. Da non perdere assolutamente: “L’hacking, in tutti i suoi aspetti (storici, culturali, sociali, giuridici e tecnologici) è al centro della tre giorni che vedrà inaugurare a Milano, presso Anteo spazioCinema, il primo Hacking Film Festival, affiliato alla neonata iniziativa congressuale Security Summit”.

Hacking Film Festival

Per la prima volta verranno proiettati, in un contesto “ufficiale” e in seconda serata, tre film indipendenti, in lingua inglese, che descrivono fedelmente il contesto underground dell’hacking e le modifiche culturali che la società tecnologica sta affrontando nell’era moderna: Metropolis di Fritz Lang, Nirvana di salvatores e Nemico Pubblico di Tony Scott.

(via Francesco Armando)

Una discussione su FriendFeed riguardante Where The Hell Is Matt, di cui ho parlato in questo post, mi ha fatto venir voglia di cercare le Top Ten dei video di YouTube. Qui sotto quel che ho trovato (il numero indica i milioni di views, raccolte il 5 gennaio):

  1. La stessa YouTube raccoglie in questo post i suoi “Most memorable videos” dell’anno passato. Ci sono, tra gli altri, Frozen Gran Central (14,8m) e, appunto, Dancing 2008 di Where The Hell Is Matt, che ha oltrepassato i 16m
  2. Citato nell’elenco precedente, ma che merita segnalazione a sé, è Pork and Beans dei Weezer (purtroppo non si può embeddare). Un incredibile remix: hanno creato un video musicale usando i personaggi delle “hit” di YouTube. Meta YouTube? Circa 16m di views
  3. ABC News, con l’aiuto di Neatorama, ha montato i cinque video più “virali” dell’anno scorso. Si trova a questo link.
  4. I preferiti 2008 in Gran Bretagna: Telegraph.co.uk
  5. ReadWriteWeb: nella revisione 2008 della classifica compare Ahahah (quasi 72m)
  6. Ancora RWW: nella rassegna del 2007 era citato invece Guitar (54m)
  7. 2006, Sidney Morning Herald. Sono presenti, tra gli altri, Geriatric1927 (2,8m) e Free Hugs (36m)
  8. Ancora 2006, AlterNet (che prende spunto da una pagina che non esiste più) Ci sono gli OK Go (43m)
  9. In questa pagina YouTube si trovano i video più visti di sempre, e oggi appare chiara una predominanza di contenuti NON user-generated. Non si trovano più Mentos e Diet Coke. Fa pensare
  10. Wikipedia ha una bella raccolta dei più interessanti Fenomeni Internet Di Tutti I Tempi (e di ogni settore)

Di LonelyGirl15, Ask A Ninjia, Noah Kalina ho già parlato. E la raccolta e Da notare che i più video più visti non sempre sono i più famosi. E viceversa. Per esempio di Dramatic Look, che comunque è a più di 12m, si è parlato molto, mentre Ahahah passa in secondo piano. Chiaro: Ahahah è puro “fun”, senza struttura, progetto, idea. Niente format, lavorazione, niente di niente. Nessun significato. Eppure raccoglie attenzione. E pone molti interrogativi.

Segnalo una… matta esperienza: Where The Hell Is Matt. Ultimamente sono usciti dei dubbi sulla sua “autenticità” – in questo video – ma studiato un attimo il caso appare chiaro che Matt è reale (Wikipedia), e che il suo intervento è pura satira destinata ai detrattori. Nel suo intervento, tra l’altro, c’è questa specie di easter egg – tipico segnale da game developer – che, secondo me, chiarisce ogni eventuale dubbio. Comunque sia, resta che:

  • Dancing 2008 è stato visto più di 16 milioni di volte. Lo ripubblico sotto
  • Lo sponsor dell’iniziativa, Stride Gum, divisione della Cadbury Global, sembra essere ben reale e contento di come è andata
  • L’idea non è nuova: un successo simile l’ha avuto l’italiano Giorgio Bettinelli con la serie “In vespa”. Link su Rizzoli perché su Feltrinelli.it non si trova mai niente. Bettinelli l’ha fatto in analogico, Harding in digitale.

WTHIM è chiaramente un “fenomeno” che merita attenzione. O, meglio, che attira attenzione e tempo, e in questo assorbe parte della nostra “dieta mediatica”. E poi, insomma, le motivazioni per cui la NASA ha scelto Matt per una “Astronomy Picture Of The Day” – nonostante, come dice nel video, non sia astronomia né tantomeno una foto :) – mi sembrano bellissime…

(quasi un crosspost con Infoservi.it)

Ne abbiamo parlato a lezione: come l’importanza di Google, nei tempi attuali, non derivi più solo dai risultati di ricerca, bensì dalla sua capacità di catturare e analizzare proprio le chiavi di ricerca, le stesse richieste degli utenti. Così facendo, e aggregandole, ci fornisce un’idea, un’immagine, un’interpretazione della nostra società completamente diversa della nostra società – un ruolo finora svolto solo da cinema e fotografia, radio e tv, giornali e riviste.

E quella che esce dallo Zeitgeist 2008, infatti, è un’immagine un po’ diversa rispetto a quella a cui siamo abituati. qui sotto l’estratto dei dati per l’Italia.

Un anno denso il 2008, come confermano anche le ricerche degli italiani in rete.

L’attenzione è stata catturata da avvenimenti internazionali come le Olimpiadi di Pechino e le elezioni americane e da quelli di casa nostra, dove a tenerci occupati sono stati l’Ecopass, le vicende legate alla scuola (Istruzione), il caso Saviano e, naturalmente, le elezioni politiche. Non mancano i segnali dell’avanzare del web 2.0, con Facebook e Wiki in grande ascesa. E se le ricette cercate dagli italiani mostrano un certo tradizionalismo, con un solo accenno di internazionalizzazione grazie al cous cous, la ricerca degli incentivi invece lascia intendere una certa propensione al cambiamento (dall’auto alla TV, al frigorifero) ma anche un’attenzione non irrilevante ai temi dell’ambiente e delle energie rinnovabili.

Ricerche in ascesa (Fastest Rising)

  1. pechino 2008
  2. facebook
  3. obama
  4. ecopass
  5. la talpa
  6. finanziaria 2008
  7. saviano
  8. wiki
  9. mutui
  10. cinquecento

Ricerche più popolari (Most Popular)

  1. youtube
  2. roma
  3. lavoro
  4. casa
  5. sardegna
  6. uomini e donne
  7. iphone
  8. istruzione
  9. elezioni
  10. dieta

Concerto

  1. vasco
  2. ligabue
  3. madonna
  4. jovanotti
  5. negramaro
  6. primo maggio
  7. tokio hotel
  8. venditti
  9. pino daniele
  10. baglioni

Incentivi

  1. rottamazione
  2. gpl
  3. metano
  4. incentivo esodo
  5. fotovoltaico
  6. conto energia
  7. digitale terrestre
  8. pannelli solari
  9. incentivo cambio TV
  10. rottamazione frigoriferi

Ricette

  1. pane
  2. pizza
  3. crostata
  4. tiramisù
  5. pesto
  6. risotto
  7. carbonara
  8. paella
  9. lasagne
  10. cous cous

Programmi televisivi

  1. forum
  2. amici
  3. uomini e donne
  4. grande fratello
  5. la talpa
  6. isola dei famosi
  7. report
  8. x factor
  9. le iene
  10. zelig

Machinima è un mondo molto vasto. Vi rimando qui per una definizione in italiano del termine. Qui invece la pagina in inglese, c’è qualche informazione in più.

Ciò di cui vi voglio parlare in questo post è come entrare in questo mondo e produrre qualcosa di vostro e, al solito, che farne del vostro sudato prodotto audiovisivo finale.

I machinima dunque sono prodotti audiovisivi realizzati utilizzando i videogiochi interattivi e sfruttando il loro motore grafico 3D in real-time.

Ci sono molti videogame che ci consentono di poter fare questo. Si può personalizzare il mondo di gioco importando le nostre texture e i nostri modelli 3D, quindi creare personaggi del tutto nuovi e ambienti di qualunque tipo, attraverso anche l’utilizzo di layer editors. Infine, possiamo registrare le azioni dei nostri personaggi, da noi comandati, scegliendo (nei limiti del possibile dati dal software) le inquadrature (quindi la posizione della macchina da presa -da ora MDP-).

Cito un esempio solo che vale per tutti: The Strangerhood. E’ una delle serie più famose realizzate utilizzando il gioco The Sims 2. Una serie di episodi di notevole successo, pubblicata sul web. Su The Sims si potrebbe aprire un post a sè, anche molto lungo, vi rimando al libro The sims. Similitudini simboli e simulacri di Matteo Bittanti&Flanagan Mary, per approfondire l’argomento su un mondo di gioco che ha rivoluzionato come pochi altri il settore dei videogame (e siamo in attesa, febbraio promettono alla EA, del 3° capitolo della serie).

the strangerhood

Per cominciare a muovere i primi passi e produrre i vostri primi lavori, oggi vi voglio suggerire un programma totalmente free scaricabile dal sito ufficiale. Si tratta di Movie Storm. Nella home page potete accedere all’area download dove è possibile scaricare il programma, previa registrazione (gratuita). Il software pesa poco, ma una volta installato sarà possibile effettuare degli aggiornamenti (vi consiglio vivamente di farli) e bisognerà aspettare il download di circa 200mb di file.

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Il software non è semplicissimo da usare, ma sicuramente con un po’ di prove e allenamento si può cominciare a utilizzarlo senza problemi. Mio consiglio spassionato: quando lo aprite la prima volta vi compare una finestra che vi chiede gentilmente se volete affrontare il tutorial. Fatelo. Un po’ di noia, forse, ma vi assicuro che una volta terminato sarete pronti per creare tutto quello che vorrete. E vi divertirete molto di più sapendo cosa fare e come farlo, piuttosto che non capirci nulla, sbattere la testa (sulla tastiera) inutilmente e magari alla fine abbandonare tutto.

La logica è la seguente: creare un ambiente e dei personaggi da metterci dentro (un set e degli attori), quindi impostare le azioni da far fare agli attori e le posizioni delle MDP, infine registrare il tutto e montare.

Nel sito troverete varie aree, tra cui aiuti e consigli, i lavori degli altri utenti (potrete caricare anche i vostri) e uno store dove per pochi dollari si possono acquistare pacchetti di modelli 3D da utilizzare per migliorare le proprie opere. Anche qui vengono proposti dei contest a cui partecipare.

A proposito di contest e concorsi, passo alla seconda parte di questo articolo. Una volta che avrete prodotto qualche lavoro, arriverà il momento di metterlo in gara da qualche parte. Il portale web che vi segnalo oggi è Machinima.com: un luogo dove troverete di tutto sul mondo dei machinima. Proprio tutto. Vi potete registrare e pubblicare i contenuti che realizzate. Nella sezione contests tutti gli annunci sui concorsi in arrivo o in corso. E qui sta solo a voi decidere.

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Machinima è un modo alla portata di tutti di fare cinema, basta solo cimentarsi un po’ e capire il meccanismo, poi è solo questione di idee. Ma per queste, non ci sono tutorial! ;)

buon divertimento!

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Nokia Trends Lab è il portale web che Nokia rivolge a tutti i giovani creativi: designer, fashion designer, videomakers, fotografi e musicisti… Insomma un po’ di tutto!

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Nato principalmente come progetto musicale internazionale volto a coinvolgere i creativi, porta con sè una serie di concorsi e iniziative rivolte a tutta la sperimentazione multimediale. Quindi, creativi, fatevi avanti.

Nella pagina principale potrete accedere a varie aree del sito:

Su Event e Tour troverete tutte le informazioni relative agli eventi, ai concerti, alle serate, ai locali dove andare… Tutto ciò che ruota attorno al mondo di Nokia Trends Lab.

Nella sezione Music Lab le cose cominciano a farsi più interessanti per chi è interessato a partecipare come creativo. Tutto ciò che riguarda la musica e i dj si trova in questa sezione. Da tenere d’occhio è il link Contest al momento rivolto al concorso Ocean Trax.

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Si passa poi all’area Video&Photo Lab rivolta ai contenuti visivi. Qui è possibile essere informati riguardo gli eventi e i concorsi relativi a video, videoarte, performance, fotografia… Qui è dove devono buttare l’occhio tutti i videomaker e i media designer! Al momento da segnalare il Share Your Summer, concorso dove gli utenti caricano le foto delle proprie trascorse vacanze estive, che verranno poi votate (ai vincitori un Nokia nseries) e l’apertura del portale VjCentral.it rivolto al mondo dei VJ e della videoarte.

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Design&Fashion Lab è un’altra sezione del sito molto ricca di eventi e contest. Vengono spesso lanciati concorsi relativi al design dei device Nokia ma anche cose più stravaganti come il recente Nokia NSERIES Design Award 2008 dove era richiesto ai partecipanti di realizzare oggetti d’arredamento che potessero essere connessi fra loro e con il nostro cellulare! Stimolante, no?

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Ultima area è TheLab, il luogo fisico reale di Nokia Trends Lab. Anche qui eventi, concerti, mostre e workshop creativi a cui chiunque può partecipare per divertirsi, trovare stimoli e mettere a frutto la propria creatività.

Oltre a tenervi informati e partecipare, il sito vi offre la possibilità di registrarvi e crare il vostro profilo: potrete così avviare delle conversazioni con altri utenti e, soprattutto, la possibilità di mettere in mostra i vostri lavori e promuovere la vostra creatività.

E ora tocca a voi..

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Uno dei problemi più grossi una volta che si è realizzato un video, un cortometraggio, una animazione o un qualunque altro prodotto audiovisivo, è come poterlo far circolare, come renderlo visibile agli altri, dove poterlo mandare (concorsi, festival…).

Vi voglio suggerire alcuni siti internet dove potete liberamente iscrivervi e pubblicare i vostri lavori, oppure dove trovare molti concorsi italiani e esteri.

Prima piattaforma per pubblicare i vostri lavori di cui vi voglio parlare è Vimeo: l’iscrizione è gratuita, create il vostro account come in qualunque altra applicazione web e siete pronti per uploadare i vostri lavori. Unico limite: avete 500mb di upload a settimana. Non pochi, comunque! E’ inoltre presente il totale supporto per contenuti in HD. Al solito si possono creare badge per pubblicare i vostri lavori su siti o blog.

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Per tutti quelli che realizzano o hanno realizzato animazioni, uno dei più importanti portali sul web è Aniboom: anche qui, come sempre, create il vostro account (gratuito) e oltre a pubblicare i vostri lavori potrete vedere migliaia di lavori realizzati da utenti di tutto il mondo e votarli. Molto interessante è che siano presenti vari concorsi e opportunità per gli utenti: premi in denaro e possibilità di far produrre i propri lavori!

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Passando ai concorsi, vi segnalo subito un’opportunità in scadenza: Reelshow International. Avete tempo fino al 1° dicembre per registrarvi, creare il vostro account e fare l’upload dei vostri video che saranno così in concorso. 1.000$ in palio. Anche qui, potete vedere e votare/commentare i video caricati dagli altri utenti. L’iscrizione è gratuita.

Ora due portali molto interessanti per trovare concorsi a cui spedire i vostri lavori.

Primo portale è shortfilmdepot: vi iscrivete liberamente e create il vostro account. Fatto questo, dovrete cominciare a compilare le schede dei vostri lavori: attraverso dei form standard darete tutte le informazioni richieste riguardo la vostra opera (titolo, cast tecnico, trama…). Una volta fatte tutte le schede dei vostri lavori, sarete pronti per sfogliare i concorsi partner di questo portale: ne troverete tantissimi, da ogni parte d’europa e anche dal resto del mondo. La comodità di questo portale è che per iscrivervi ai concorsi dove i vostri lavori possono essere accettati (ci sono pagine informative dettagliate sui temi del concorso, le durate massime, gli eventuali costi di iscrizione etc…) dovrete cliccare semplicemente sul tasto ISCRIVI nella pagina relativa al concorso: tutta la modulistica sarà automaticamente compilata coi dati del vostro film. Quello che dovrete fare è stampare i moduli e inviarli al concorso insieme al tipo di copia del lavoro richiesta (dvd, betaSP, minidv…). Comodo, no? Da sottolineare il fatto che molti di questi concorsi sono accessibili solamente se siete iscritti a questo portale. Sarete costantemente aggiornati sugli esiti delle vostre iscrizioni attraverso la pagina realtiva: saprete se la vostra iscrizione è stata convalidata dalla segreteria del concorso, se siete stati selezionati o meno etc… Questo è sicuramente uno dei portali migliori che potrete utilizzare.

Il secondo sito che vi segnalo è Forumautori: questo sito web è italiano ed è una finestra aperta e costantemente aggiornata su concorsi italiani inerenti al mondo delle belle arti in generale. Non occorre iscriversi. Nella pagina principale potete trovare le varie categorie di concorsi, tra cui Concorsi di Cinema e Televisione. Qui avete l’elenco di tutti i concorsi italiani in ordine di scadenza. Si può avere una scheda riassuntiva del concorso oppure accedere direttamente ai siti ufficiali attraverso i relativi link. Anche questo è un portale molto utile per trovare opportunità per i vostri lavori.

Vi auguro una buona navigazione e… in bocca al lupo! ;)

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Uno dei temi più dibattuti, sia alle lezioni sia in sede d’esame, è se come e quanto un blog sia strumento adatto per creare un “portfolio professionale”: ne avevo già parlato in questo post. La soluzione al quesito che ponevo in quell’intervento è che il blog ha delle sue caratteristiche peculiari, che si affiancano a quelle di altri strumenti. Tra tutte una è quella essenziale, e cioè, ovviamente, il fatto di essere strumento conversazionale. Cosa significhi questo termine si è discusso spesso a lezione, ed è bene saperlo anche in sede di esame finale :)

Ma estendendo il tema possiamo chiederci in che modo si stia evolvendo – o no – la creatività in Rete, in senso strettamente visuale. Quella che segue è una presentazione sullo sviluppo della Fotografia, la storia dei suoi “salti tecnologici” e qualche spunto sul suo stato attuale. La mia tesi è che, al contrario di quanto afferma Ferdinando Scianna, la fotografia sia ben viva, solo in fase di forte trasformazione – il che è assolutamente normale. Quel che la presentazione non cita è il fatto che oggi Facebook raccoglie circa otto volte di più il numero delle foto raccolte da Flickr. E l’esercizio è appunto capire i motivi di questo fenomeno…

Nella lezione su Musica e Video abbiamo analizzato, tra gli altri, il caso dei Fiamma Fumana. Come detto, si tratta di un gruppo di World Music che reinterpreta canzoni (e gusto musicale) del folk e di certa musica popolare emiliana su basi elettriche, a volte dance, comunque molto moderne.

Il gruppo ha inizialmente sviluppato la sua presenza in Rete con una pagina di MySpace, una su Last.fm e un sito che, originalmente, era piuttosto classico, senza una parte blog. Qui, inoltre, la pagina di YouTube con il loro video di un paio di anni fa. Come vedrete, il clip usa un linguaggio piuttosto classico, tipicamente pensato per “altri schermi”, e lo stesso pezzo, benché gradevole, non rappresenta al meglio la produzione dei Fiamma. Si è trattato in effetti del tentativo di creare una “hit”, operazione che ha avuto un successo solo relativo. Perché?

E’ chiaro che i Fiamma hanno uno stile molto specifico, che può attirare un pubblico molto “di nicchia” (in questo video una sintesi di diversi brani). E proprio in questa parola, “nicchia”, sta la risposta, soprattutto se la decliniamo in ambito di Rete, pensando anche alla teoria della Long Tail di Chris Anderson. Andare verso “la testa”, cioè tentare una hit per il pubblico stile MTV, forse non era la scelta giusta. Continua a leggere »

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