Archive for the ‘Analisi’ Category

Ne abbiamo parlato a lezione: come l’importanza di Google, nei tempi attuali, non derivi più solo dai risultati di ricerca, bensì dalla sua capacità di catturare e analizzare proprio le chiavi di ricerca, le stesse richieste degli utenti. Così facendo, e aggregandole, ci fornisce un’idea, un’immagine, un’interpretazione della nostra società completamente diversa della nostra società – un ruolo finora svolto solo da cinema e fotografia, radio e tv, giornali e riviste.

E quella che esce dallo Zeitgeist 2008, infatti, è un’immagine un po’ diversa rispetto a quella a cui siamo abituati. qui sotto l’estratto dei dati per l’Italia.

Un anno denso il 2008, come confermano anche le ricerche degli italiani in rete.

L’attenzione è stata catturata da avvenimenti internazionali come le Olimpiadi di Pechino e le elezioni americane e da quelli di casa nostra, dove a tenerci occupati sono stati l’Ecopass, le vicende legate alla scuola (Istruzione), il caso Saviano e, naturalmente, le elezioni politiche. Non mancano i segnali dell’avanzare del web 2.0, con Facebook e Wiki in grande ascesa. E se le ricette cercate dagli italiani mostrano un certo tradizionalismo, con un solo accenno di internazionalizzazione grazie al cous cous, la ricerca degli incentivi invece lascia intendere una certa propensione al cambiamento (dall’auto alla TV, al frigorifero) ma anche un’attenzione non irrilevante ai temi dell’ambiente e delle energie rinnovabili.

Ricerche in ascesa (Fastest Rising)

  1. pechino 2008
  2. facebook
  3. obama
  4. ecopass
  5. la talpa
  6. finanziaria 2008
  7. saviano
  8. wiki
  9. mutui
  10. cinquecento

Ricerche più popolari (Most Popular)

  1. youtube
  2. roma
  3. lavoro
  4. casa
  5. sardegna
  6. uomini e donne
  7. iphone
  8. istruzione
  9. elezioni
  10. dieta

Concerto

  1. vasco
  2. ligabue
  3. madonna
  4. jovanotti
  5. negramaro
  6. primo maggio
  7. tokio hotel
  8. venditti
  9. pino daniele
  10. baglioni

Incentivi

  1. rottamazione
  2. gpl
  3. metano
  4. incentivo esodo
  5. fotovoltaico
  6. conto energia
  7. digitale terrestre
  8. pannelli solari
  9. incentivo cambio TV
  10. rottamazione frigoriferi

Ricette

  1. pane
  2. pizza
  3. crostata
  4. tiramisù
  5. pesto
  6. risotto
  7. carbonara
  8. paella
  9. lasagne
  10. cous cous

Programmi televisivi

  1. forum
  2. amici
  3. uomini e donne
  4. grande fratello
  5. la talpa
  6. isola dei famosi
  7. report
  8. x factor
  9. le iene
  10. zelig

Uno dei temi più dibattuti, sia alle lezioni sia in sede d’esame, è se come e quanto un blog sia strumento adatto per creare un “portfolio professionale”: ne avevo già parlato in questo post. La soluzione al quesito che ponevo in quell’intervento è che il blog ha delle sue caratteristiche peculiari, che si affiancano a quelle di altri strumenti. Tra tutte una è quella essenziale, e cioè, ovviamente, il fatto di essere strumento conversazionale. Cosa significhi questo termine si è discusso spesso a lezione, ed è bene saperlo anche in sede di esame finale :)

Ma estendendo il tema possiamo chiederci in che modo si stia evolvendo – o no – la creatività in Rete, in senso strettamente visuale. Quella che segue è una presentazione sullo sviluppo della Fotografia, la storia dei suoi “salti tecnologici” e qualche spunto sul suo stato attuale. La mia tesi è che, al contrario di quanto afferma Ferdinando Scianna, la fotografia sia ben viva, solo in fase di forte trasformazione – il che è assolutamente normale. Quel che la presentazione non cita è il fatto che oggi Facebook raccoglie circa otto volte di più il numero delle foto raccolte da Flickr. E l’esercizio è appunto capire i motivi di questo fenomeno…

Nella lezione su Musica e Video abbiamo analizzato, tra gli altri, il caso dei Fiamma Fumana. Come detto, si tratta di un gruppo di World Music che reinterpreta canzoni (e gusto musicale) del folk e di certa musica popolare emiliana su basi elettriche, a volte dance, comunque molto moderne.

Il gruppo ha inizialmente sviluppato la sua presenza in Rete con una pagina di MySpace, una su Last.fm e un sito che, originalmente, era piuttosto classico, senza una parte blog. Qui, inoltre, la pagina di YouTube con il loro video di un paio di anni fa. Come vedrete, il clip usa un linguaggio piuttosto classico, tipicamente pensato per “altri schermi”, e lo stesso pezzo, benché gradevole, non rappresenta al meglio la produzione dei Fiamma. Si è trattato in effetti del tentativo di creare una “hit”, operazione che ha avuto un successo solo relativo. Perché?

E’ chiaro che i Fiamma hanno uno stile molto specifico, che può attirare un pubblico molto “di nicchia” (in questo video una sintesi di diversi brani). E proprio in questa parola, “nicchia”, sta la risposta, soprattutto se la decliniamo in ambito di Rete, pensando anche alla teoria della Long Tail di Chris Anderson. Andare verso “la testa”, cioè tentare una hit per il pubblico stile MTV, forse non era la scelta giusta. Continua a leggere »

The machine is us / The machine is using us. Sono i due aspetti luce / ombra, yin e yang, della Rete, e in particolare di Google e gli altri sistemi che cercano di catturare i nostri “input” per capire le nostre abitudini. Così facendo ci restituiscono sistemi più efficaci – e ancora nulla rispetto alla prospettiva futura del Web Semantico, ma questa è la classica altra storia.

Comunque sia, il video le prof. Wesch che allego qui è un magnifico riassunto del “nuovo web”, o Web 2.0 se vogliamo dir così. E’ il web delle persone, e anche qualcosa di più.

Altro anedotto interessante capitato durante gli esami. Come sappiamo, il corso prevedeva che come esercitazione gli studenti dovessero creare un blog da usarsi quale “professional portfolio”. Beninteso, ho sempre detto: tutti liberi di creare (o no) qualsiasi blog ovunque, per qualsiasi motivo personale, così come di partecipare a qualsiasi altro network (oppure anche no). Ma per il corso era necessario ragionare su cosa possa essere, come possa funzionare e a cosa possa servire un blog usato come reel per mostrare e discutere dei propri lavori.

Ben due di loro, pur avendo fatto blog dignitosi, hanno però detto di preferire un “sito tradizionale”, per questo obiettivo.

E’ giusto? E’ sbagliato? Che cosa ha in più un sito professionale che il blog non ha? E il contrario?

Le risposte sono già in questo post (e nei suoi dettagli).

Punto di partenza, ovviamente, i media. Linguaggi, tecniche, forme, storia, contesti, eccetera, sono oggetto specifico della scuola di Media Design, in Naba. Strettamente intrecciato è il tema della narrazione che con quei media si svuole sviluppare. I contenuti e le storie che si vogliono raccontare e condividere.

Impossibile, specie nello scenario polimediale in cui ci muoviamo oggi, poterli districare. Nello stesso tempo, è essenziale, e altrettanto ovvio, apprendere e saper sfruttare al meglio le specificità dei diversi mezzi – parlando di video, per esempio, pensiamo a cinema vs. televisione.

Ecco: questi sono “i primi due schermi” che usiamo come riferimento nel concepire nuovi contenuti, e nel fruirne. Convivono allegramente, e continueranno a farlo, con la carta per chine e acquarelli o per i libri, da una parte, e dall’altra con le nuove esplorazioni artistiche che mischiano diversi linguaggi visuali e forme sonore con performance, interazione ambientale, tecnologie, e così via.

In tutto questo, è essenziale prendere possesso anche delle qualità peculiari del “terzo schermo”: quello del computer. Che, da quando è connesso stabilmente in Rete, non è più solo strumento tecnico di produzione, bensì canale preponderante per la diffusione e la fruizione dei media.

I video di YouTube raccolgono miliardi di minuti di visione. Gli stream fotografici che passano in Flickr e similari stravolgono la logica tradizionale del progetto fotografico. La fruizione “fluida” della musica che possiamo avere tramite Last.fm, senza più neanche le playlist che possiamo archiviare come momento di passaggio, cambia le nostre abitudini di ascolto.

Il tutto, ovviamente, a confronto con la produzione sterminata delle centinaia di milioni di utenti che, in ogni parte del mondo e in questo stesso momento, si stanno mettendo alla prova, o semplicemente si divertono a partecipare. Internet, da questo punto di vista, è uno strumento “piatto”, che mette alla pari qualsiasi proposta: possiamo trovare, uno di fianco all’altro, un film autorale di grande ricerca e un video amatoriale, un contenuto proveniente dalla fonte più nota (let’s say, Hollywood) con uno della periferia del Paese più lontano che si possa immaginare. E in quel contesto non saranno i criteri di autorevolezza a prevalere, bensì il contenuto stesso, e il gradimento che ha avuto presso il pubblico Internet. Lo stesso pubblico internazionale a cui possiamo pensare di poterci rivolgere.

Il nuovo Web, detto Web 2.0, offrendo una piattaforma aperta facilita così la partecipazione collettiva e l’emersione dei talenti. E nello stesso tempo trasforma i media stessi, perché questi ambienti stanno sfornando nuovi format specifici del mezzo – non poteva essere altrimenti.

E’ di questi argomenti che parliamo nel corso su Web 2.0 e Participatory Media, modulo che, nella stagione 2008/2009, apparterrà alla cattedra di Tecniche dei Nuovi Media Integrati. Con un accenno, inoltre, alle prospettive derivanti da un “quarto” schermo: quello del telefonino.